Sintesi delle principali raccomandazioni

Sulla base della documentazione fornita e delle relazioni presentate alla Conferenza di consenso, la Giuria ha formulato le seguenti raccomandazioni:

  • Per avviare una corretta programmazione dei servizi e definire il livello di assistenza più appropriato alle diverse fasi della malattia, è urgente migliorare le conoscenze epidemiologiche sul TCE secondo le linee indicate nella sezione C di questo documento.
  • Pur non esistendo prove scientifiche di buona qualità circa la efficacia di trattamenti precoci e/o intensivi, la Giuria raccomanda che, in fase acuta, l'intervento riabilitativo sia attivato precocemente allo scopo di prevenire i danni secondari, minimizzare le menomazioni e facilitare la ripresa di contatto con l'ambiente.
  • Sulla base dell'analisi delle prove scientifiche disponibili la Giuria ritiene che l'uso delle tecniche di stimolazione multisensoriale intensiva non debbano essere raccomandati.
  • A giudizio della Giuria devono essere considerati interventi minimi essenziali per il paziente con TCE: a) variazioni periodiche di posture nell'arco della giornata e mobilizzazione passiva pluriarticolare; b) monitoraggio strutturato della responsività e strutturazione di un ambiente favorevole al manifestarsi delle prime capacità di comunicazione; c) interventi di riabilitazione respiratoria mirati al drenaggio bronchiale e all'insegnamento delle tecniche di svezzamento progressivo dalla respirazione controllata a quella assistita e autonoma.; d) omogeneizzazione all'interno del team che ha in carico il paziente, del tipo di informazione da fornire alla famiglia e dei supporti psicologici e logistici.
  • La Giuria ha ritenuto utile definire precisi criteri di trasferibilità da strutture di terapia intensiva e neurochirurgia a strutture riabilitative suddividendoli in "criteri di sufficiente stabilizzazione medica" e "criteri di sufficiente stabilizzazione neurochirurgica" (vedi sezione B.3). La Giuria si è altresì trovata concorde nel raccomandare che la presenza di cannula tracheostomica, di catetere venoso centrale, di sondino nasogastrico o gastrostomia (PEG) e di crisi epilettiche non ancora completamente controllate dalla terapia non devono essere considerati criteri di controindicazione al trasferimento.
  • La Giuria raccomanda che per quanto riguarda la identificazione dei percorsi dei pazienti con TCE vengano considerate tre tipologie distinte definite in base al grado di responsività, alle condizioni medico internistiche, al tipo e grado delle complicanze nonché alla stima delle possibilità di recupero (vedi sezione B.4 e Figura 1).
  • La Giuria raccomanda che la problematica della informazione e del coinvolgimento della famiglia del paziente con TCE venga assunto come elemento centrale di una buona qualità della assistenza e che le équipe si attrezzino in modo strutturato perché la informazione e la presa in carico divenga un elemento costante nelle diverse fasi della assistenza a questi pazienti (vedi sezione B.5).
  • Pur in assenza di dati empirici relativi alla efficacia di differenti modelli organizzativi, la Giuria raccomanda come riferimento il modello "a reti integrate con livelli di responsabilità differenziati" basati su livelli principali e decentrati sia per le Unità Operative per Acuti (UOA) che per le Unità Operative di Medicina Riabilitativa (UOMR) (vedi sezione B.6 e Figura 2).
  • La Giuria ritiene urgente segnalare ai responsabili delle Aziende Sanitarie ed alle Autorità Sanitarie Regionali la necessità di promuovere interventi di valutazione e monitoraggio degli interventi mirati a migliorare la conoscenza del TCE (vedi sezione C).
  • La Giuria raccomanda al Ministero della Sanità di considerare gli specifici quesiti delineati nella sezione C di questo documento quali priorità all'interno del Programma di Ricerca Sanitaria finalizzata per il 2001.
  • La Giuria raccomanda ai promotori della CC di identificare le modalità più efficaci perché le raccomandazioni emerse dalla CC vengano discusse e, se condivise, implementate dalle Aziende Sanitarie Locali e dalle Autorità Regionali competenti.