HBV e HCV nel personale ospedaliero

Gestione intraospedaliera del personale HBsAg o anti-HCV positivo

Il presente documento affronta il rilevante problema di sanità pubblica determinato dai virus epatitici trasmissibili per via ematica, HBV e HCV, e definisce le raccomandazioni per contenere l’infezione da operatori infetti ai pazienti, sulla base delle informazioni scientifiche.

Rilevanza del problema: rischio per i pazienti, implicazioni medico-legali, organizzazione delle strutture sanitarie, variabilità dei comportamenti.

Destinatari e utenti: operatori sanitari medici ed infermieri, direttori sanitari e amministratori.

Metodologia

Il materiale preliminare era composto dai documenti di consensus conference già pubblicati e dai resoconti pubblicati sulle epidemie e sui casi sporadici in cui è stata documentata la trasmissione da operatore e paziente.

Un panel ristretto di esperti composto da igienisti, infettivologi, epatologi, virologi, epidemiologi ha formulato i quesiti clinico-organizzativi che riguardavano la gestione dell’operatore HBV e/o HCV positivo.

È stato individuato un gruppo che rappresentava le varie discipline coinvolte nella problematica e le diverse categorie di operatori interessate.

Il documento finale è stato sottoposto alla valutazione di quattro esperti che non hanno partecipato ad alcuna delle attività.

Modalità di classificazione della qualità delle informazioni scientifiche

La qualità delle evidenze scientifiche è stata graduata in sei livelli secondo il seguente schema:

Livello

  • Ia: informazioni derivate da revisioni sistematiche o meta-analisi di studi clinici randomizzati.
  • Ib: informazioni derivate da almeno uno studio clinico randomizzato.
  • IIa: informazioni derivate da almeno uno studio clinico controllato non randomizzato di buona qualità.
  • IIb: informazioni derivate da altri tipi di studi controllati di buona qualità.
  • III: informazioni derivate da studi non controllati di buona qualità (serie di casi, studi di correlazione, studi descrittivi).
  • IV: informazioni basate unicamente sull’opinione di esperti di altri organismi o su quella dei componenti del gruppo di lavoro multidisciplinare.

Quesiti clinico-organizzativi

Problemi relativi alla attività lavorativa:

  • E' necessario uno specifico programma di educazione sanitaria e comportamentale per l’operatore sanitario infettato da HBV o HCV?
  • Sono utili programmi di screening di massa degli operatori sanitari per HBV e per HCV?
  • In caso affermativo, vanno resi obbligatori in tutti gli ambiti sanitari?
  • Si può consentire all’operatore sanitario infettato da patogeni a trasmissione ematica (HBV, HCV) di continuare la sua attività lavorativa?
  • Se l’attività lavorativa dell’operatore sanitario cronicamente infettato va limitata, quali linee guida specifiche vanno adottate relativamente ad HBV e HCV?

Problemi relativi agli incidenti da esposizione:

  • Sono necessari una valutazione sierologica di base ed un follow-up dei pazienti o degli operatori sanitari casualmente esposti ad un incidente da contaminazione con HBV e/o HCV?
  • In caso affermativo, quali procedure seguire?

Problemi relativi alla confidenzialità:

  • Come garantire la privacy della informazione relativa all’eventuale stato di infezione di un operatore sanitario, pur mantenendo adeguati standard di sicurezza per i rimanenti operatori sanitari e per i pazienti?
  • E' necessario che l’operatore sanitario notifichi ai pazienti la sua condizione di portatore?
  • In caso affermativo, in quali circostanze specifiche?

Raccomandazioni e/o linee di indirizzo

Tutti gli operatori devono osservare scrupolosamente le misure di prevenzione indicate nelle precauzioni standard (III).

Gli operatori sanitari devono partecipare a programmi di formazione sul rischio di infezione professionale e nosocomiale da HCV, HBV ed altri patogeni trasmessi attraverso il sangue (IV).

Lo screening sistematico e periodico di tutti gli operatori sanitari non è raccomandato né per l’HBV né per l’HCV (IV).

La vaccinazione contro l’epatite B deve essere effettuata per tutti gli operatori sanitari, compresi gli studenti delle scuole sanitarie (Ia).

Tutti gli operatori che effettuano procedure invasive in prima persona sono a rischio di trasmissione di infezioni se (III):

  • sono positivi per HBsAg e HBeAg;
  • sono positivi per HBsAg e HBV DNA;
  • sono positivi per anti-HCV e HCV RNA.

Gli operatori a rischio di trasmissione virale secondo la definizione riportata qui sopra devono essere esonerati dalle attività invasive svolte in prima persona. In tutti gli altri casi non è necessario applicare alcuna limitazione alle mansioni svolte dal sanitario (IV).

L’operatore sanitario portatore di HBV per il quale sono state previste delle limitazioni, può comunicare la propria condizione al paziente ed ottenere il consenso informato all’intervento. Al paziente verrà offerta, se non immune, la possibilità di eseguire immunoprofilassi attiva (IV).

In caso di esposizione al sangue di un operatore, il paziente deve essere informato e gli deve essere garantita la profilassi e il follow-up. In caso di esposizione all’HBV il paziente deve essere sottoposto a profilassi con immunoglobuline specifiche e al vaccino nei soggetti idonei (Ib).

In caso di esposizione all’HCV non esistono attualmente misure di profilassi definite. Deve essere garantita la privacy per gli operatori sanitari sia nei confronti dei colleghi sia nei confronti dei pazienti (IV).