Diagnosi oncologica precoce

Il cancro si vince con la tempestività

Diagnosi tempestiva e screening efficaci sono gli obiettivi al centro del primo Documento di indirizzo alla valutazione dei servizi del Programma nazionale linee guida.

Ottenere una diagnosi definitiva entro un mese dal primo sintomo: ecco cosa propone il documento elaborato dal PNLG a chi ha disturbi che fanno sospettare un tumore.

Le raccomandazioni sono rivolte agli organi regionali, alle strutture sanitarie locali e ai singoli medici e operatori, e hanno lo scopo di indicare i tempi e i modi del percorso diagnostico in caso di sintomi che possano far temere la presenza di un tumore.

Il documento stabilisce che è compito del medico di base, al quale la persona riferisce i sintomi sospetti, decidere di applicare la procedura d'urgenza sia per l'invio allo specialista sia per la programmazione di eventuali accertamenti diagnostici. Le strutture sanitarie devono essere in grado di garantire una visita specialistica entro due settimane e una diagnosi finale entro quattro settimane dal primo contatto con il medico curante.

La diagnosi tempestiva di tumore per una persona sintomatica può migliorare le possibilità di cura oltre a diminuire l'ansia e l'incertezza sia nel malato sia nei suoi familiari.

Il documento si pronuncia anche sulla diagnosi precoce basata su programmi di screening della popolazione. Lo screening per sua natura è uno strumento che richiede cautela, perché propone a persone che non hanno disturbi un test diagnostico che può svelare la presenza di cancro durante il suo periodo di latenza. Tuttavia, afferma il documento, un programma di screening è efficace se la diagnosi precoce permette di allungare la sopravvivenza del malato, cioè quando esistono terapie capaci di curare il tumore se scoperto all'esordio. In altri casi, ricevere una diagnosi di tumore prima dei sintomi e senza poter fare nulla può essere molto negativo per la qualità della vita. In questo senso, si ritiene che gli unici screening sicuramente efficaci siano il PAP test per il cancro del collo dell'utero e la mammografia per il cancro della mammella. Entrambi sono facili da eseguire e provocano pochi disagi alla persona, e sono quindi proponibili a livello di popolazione.

Il documento del Programma nazionale linee guida fissa diversi criteri per la valutazione di questi due esami e stabilisce la cosiddetta "popolazione bersaglio": tutte le donne tra i 25 e i 64 anni di età per il PAP test e tra i 50 e i 69 anni per la mammografia. Le stime dicono che per salvare una vita bisogna sottoporre a screening mammografico biennale 853 donne.

Infine, il documento sancisce il diritto del cittadino a un'informazione corretta e adeguata sugli interventi sanitari che lo riguardano. L'informazione infatti è il presupposto necessario per poter prendere decisioni autonome e per tutelarsi da trattamenti non appropriati.

Quali sono gli screening possibili per diversi tipi di tumori comuni?

  • Tumore della mammella: la mammografia è la tecnica di screening per questo tipo di cancro. Permette di identificare tumori invasivi a stadio iniziale senza coinvolgimento linfonodale, che possono essere eliminati con la chirurgia con una prognosi molto buona. Il test diagnostico consiste in una radiografia, è semplice e poco invasivo, e quindi è proponibile a livello di popolazione. Diversi trial clinici controllati confermano la sua efficacia nel diminuire il numero di decessi per questo tumore.
  • Tumore della cervice uterina: il PAP test è molto efficace per prevenire questa malattia. Consiste nel prelevare con una spatola alcune delle cellule che rivestono il collo dell'utero e di esaminarle per controllare che non siano presenti segni di malignità. Permette di identificare anche lesioni pre-cancerose. E' poco invasivo ed è quindi semplice da estendere a livello di popolazione. Diversi trial clinici controllati confermano la sua efficacia nel diminuire il numero di decessi.
  • Tumore del colon: esistono due diversi screening per questo cancro: la ricerca di sangue occulto nelle feci e la sigmoidoscopia. Nel primo caso, il test è semplice e poco invasivo, ma non si è dimostrato efficace nel diminuire il numero di decessi nella popolazione controllata. Nel secondo caso, il metodo è molto invasivo e costoso, e non è proponibile alla popolazione.
  • Tumore del polmone: anche in questo caso sono stati sviluppati due diversi tipi di screening: la ricerca di cellule tumorali nell'espettorato e la radiografia periodica. Nessuno dei due test ha dimostrato di essere efficace in studi clinici controllati.