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Influenza. Più linee guida, meno ricoveri

Applicare le linee guida riduce le ospedalizzazioni inutili. Almeno nel caso della sindrome influenzale. Lo dimostra uno studio italiano condotto sui bambini da un gruppo di medici campani e pubblicato su Pediatrics.

«La sindrome influenzale nei più piccoli è associata a un’alta percentuale di visite ambulatoriali e di ricoveri ospedalieri» spiega Giulio de Marco, pediatra dell'Università di Napoli e fra gli autori dello studio. «Questo porta a una congestione dei Pronto soccorso e dei reparti di degenza, soprattutto nelle aree urbane. Una condizione che incide negativamente sia sulle risorse economiche del sistema sanitario sia sulla qualità di cura del paziente». I ricercatori hanno dunque cercato di capire quanti dei ricoveri effettuati fossero realmente indispensabili e se fosse possibile ridurre il numero di quelli inutili mettendo in atto le raccomandazioni previste dalle linee guida sulla gestione della sindrome influenzale pubblicate dall'Istituto superiore di sanità.

Durante la prima parte dello studio i ricercatori hanno preso in esame 854 bambini fino ai 14 anni di età, visitati nei Pronto soccorso degli ospedali di Napoli tra novembre e aprile a causa di disturbi respiratori. Confrontando i motivi del ricovero con i criteri delle linee guida, quasi il 34 per cento di queste accettazioni è risultato non appropriato. «Questo significa che circa un terzo dei pazienti entra in ospedale quando invece potrebbe essere curato a casa» continua de Marco. «Facendo i debiti rapporti, questo vuol dire che in Italia ogni anno più 20.000 bambini vengono ricoverati per disturbi respiratori acuti senza che ce ne sia l'effettiva necessità». L'anno successivo, la seconda fase dello studio, disegnata in modalità caso-controllo, ha preso in esame quante ospedalizzazioni per sindromi influenzali erano state effettuate da pediatri che avevano seguito un corso di 3 ore sulle linee guida e quante da pediatri che non vi avevano partecipato. «La percentuale di ricoveri è stata significativamente più bassa per i primi rispetto ai secondi: il 16 per cento contro quasi il 26» continua De Marco. «La ricerca quindi dimostra che con un intervento dal costo davvero ridotto si possono evitare spese molto più ingenti. Con un documento facilmente accessibile a tutti e con poche ore di addestramento siamo infatti riusciti a diminuire in modo significativo i ricoveri. Facendo lo stesso nei maggiori ospedali italiani si potrebbero evitare circa 8.000 ospedalizzazioni all'anno».

Ma gli aspetti rilevanti della ricerca non si limitano ai risultati, come fanno notare gli autori. Questo infatti è il primo studio in Italia che implementa delle linee guida nazionali e ne dimostra l'efficacia. Inoltre per la prima volta al mondo l'appropriatezza del ricovero viene valutata basandosi su linee guida e non, come accade di solito, su sistemi standardizzati che non sono tarati per una determinata età e patologia.

L'indagine infine mostra la sua originalità anche sul piano metodologico: è stata infatti condotta sul campo, rivolgendosi direttamente ai medici e non esaminando le cartelle cliniche o le registrazioni degli ospedali.

fonte: Pediatrics 2005; 116: e506