Riassunto

Ogni medico può essere chiamato ad avviare i procedimenti diagnostici e\o partecipare al monitoraggio della evoluzione di numerose malattie tiroidee.

Il dosaggio del solo TSH con metodiche sensibili è nella maggior parte dei casi il mezzo più affidabile ed economico per la diagnostica di base dello stato funzionale tiroideo. Esso è in grado di rivelare la maggior parte della patologie con iper o ipofunzione con sensibilità superiore a quella dei dosaggi degli ormoni tiroidei. Solo nelle rare malattie derivanti da anomalie ipofisarie (e nelle rarissime sindromi da resistenza agli ormoni tiroidei) il solo esame del TSH risulta inappropriato e diviene indispensabile la valutazione delle frazioni libere degli ormoni tiroidei. La determinazione degli ormoni tiroidei ha maggiori applicazioni nel monitoraggio degli effetti della terapia, soprattutto dell'ipertiroidismo.

Le metodiche di indagine sugli anticorpi anti-Tireoglobulina o anti-Tireoperossidasici trovano indicazione esclusivamente nei casi selezionati di prima valutazione in cui si sospetti una tireopatia autoimmune; il loro monitoraggio non fornisce alcun indizio attendibile sull'andamento della malattia.

Nella vasta area della patologia iperplastica della tiroide, l'impiego dell'ecografia è necessario per studiare la morfologia ghiandolare e - se presenti noduli palpabili o di dimensioni > 1 cm - il primo accertamento dovrà prevedere anche un esame citologico su agoaspirato.

Nei pazienti di età superiore ai 50 anni, lo studio di inquadramento del nodulo tiroideo richiede anche il dosaggio della calcitonina.

Il ricorso alla scintigrafia, in passato molto frequente, è consigliato solo se si sospetta una autonomia funzionale in corso di patologia iperplastica (segnalata da TSH basso) o se presenti dubbi diagnostici.

Il monitoraggio della patologia iperplastica richiede una verifica morfo-funzionale ogni 12 - 24 mesi: altri accertamenti si rendono necessari solo in situazioni cliniche particolari.

L'esecuzione routinaria di indagini non incluse in protocolli diagnostici mirati, sia nella valutazione di inquadramento che nel monitoraggio della malattia accertata, non apporta alcun beneficio in termini di assistenza, espone al rischio di decisioni errate e ad un ingente spreco di risorse.

La valutazione comparata delle linee guida disponibili è riportata nell'appendice III ed è accessibile nella Banda Dati di Linee Guida del Sistema Nazionale Linee Guida.