Introduzione

L'elevata frequenza delle tireopatie fa sì che anche il Medico non specialista si trovi quotidianamente a dovere affrontare problemi diagnostici tiroidei ex-novo oppure ad intervenire su pazienti affetti da patologie tiroidee già accertate. La consultazione dell' endocrinologo avviene solitamente dopo un primo approccio diagnostico, eseguito in ambito non specialistico.

Il solo fatto che la l-tiroxina fosse nel 2001 all'11° posto nell'elenco dei principi attivi maggiormente prescritti in Italia, fa sì che la gestione dei pazienti tireopatici non possa essere ritenuta di esclusiva pertinenza specialistica.

La scarsa sensibilità dell'esame clinico nella maggior parte delle disfunzioni tiroidee di gravità lieve-moderata e l'efficacia delle misure terapeutiche nell'impedirne sequele cliniche rilevanti, ha condotto alla formulazione di proposte di screening per le tireopatie, da applicare a sottogruppi selezionati di individui o alla popolazione generale.

L'analisi dei dati di prescrizione in diverse realtà territoriali ed ospedaliere, pongono le richieste di esami tiroidei ai primi posti tra le indagini diagnostiche e mostrano un frequente ricorso a metodiche inappropriate.

Anomalie prescrittive di frequente riscontro, quali richieste di parametri non indispensabili per la soluzione di specifici quesiti clinici (es. dosaggio sistematico di ormoni tiroidei e TSH o ripetuto di anticorpi antitiroidei) comportano una importante dispersione di risorse.

La richiesta sistematica di analisi di molteplici parametri nella diagnostica delle tireopatie, si traduce in:
  • rischio di individuazione di anomalie apparenti (falsi positivi) o irrilevanti ai fini clinici
  • ritardo nella esecuzione di procedure diagnostiche essenziali
  • dispersione ingente di risorse
  • nessun beneficio clinico per il paziente

La revisione delle Linee Guida più recenti sull'argomento, pur se elaborate da autorevoli Società Scientifiche e contenenti indicazioni rilevanti, ha messo in evidenza documenti redatti per un utilizzo prevalentemente specialistico, con limiti metodologici non trascurabili. Alle stesse conclusioni sono giunti altri esperti metodologi nell'applicare i criteri di valutazione alle Linee Guida esistenti in ambito tiroidologico. La valutazione comparata delle linee guida disponibili è accessibile nella Banca Dati di Linee Guida del Programma Nazionale Linee Guida.

Da quanto esposto, emerge la necessità di un documento diretto a tutti i medici in generale.
Le carenze metodologiche delle Linee Guida esaminate e la scarsa disponibilità a tutt'oggi di studi adeguati a supporto di un buon grading di evidenza, si traducono inevitabilmente in una serie di raccomandazioni la cui forza è conseguentemente limitata.
Le raccomandazioni di questo documento di sintesi derivano, oltre che dalle Linee Guida revisionate, anche da una attenta analisi della loro praticabilità in diverse situazioni cliniche e delle loro implicazioni in termini di rapporto costo\beneficio.