Messaggi chiave

  • Questo documento vuole portare all'attenzione degli operatori il problema della tempestività della diagnosi nei pazienti con sospetta patologia oncologica, in termini di capacità dei servizi di "anticipare" attraverso una diagnosi precoce la comparsa clinica della neoplasia; e di riduzione dei tempi di accesso alla diagnosi definitiva per i pazienti sintomatici con sospetta patologia neoplastica, avviandoli a un accertamento diagnostico completo in tempi che minimizzino l'ansia individuale e riducano l'intervallo di avvio dell'intervento terapeutico efficace.
  • La rapidità nella diagnosi è importante per ridurre l'ansia dei pazienti e può essere la premessa indispensabile per il raggiungimento di buoni risultati terapeutici, con un impatto positivo non soltanto in termini di prolungamento della sopravvivenza, ma spesso anche in termini di migliore qualità della vita.
  • La riduzione dei tempi della diagnosi oncologica deve rappresentare uno degli obiettivi dei servizi sanitari regionali, identificando nel Distretto l'ambito assistenziale pertinente per essere affrontato in modo adeguato.
  • A livello regionale dovrebbero essere definiti, a partire dalle linee guida di buona qualità scientifica disponibili (vedi appendice 2), i percorsi diagnostico-terapeutici relativi alle patologie oncologiche più rilevanti. Tali percorsi dovrebbero essere elaborati coinvolgendo tutte le competenze professionali rilevanti, sia in ambito clinico che organizzativo-manageriale e dovrebbero esplicitare i criteri per l'identificazione dei pazienti "sospetti" portatori di patologia oncologica, nonché gli esami diagnostici da eseguire.
  • A livello distrettuale dovrebbero essere definite le modalità organizzative necessarie a garantire il raccordo funzionale tra i servizi (medicina generale, servizi di specialistica e diagnostica ambulatoriale, dipartimenti ospedalieri) pertinenti l'applicazione dei percorsi diagnostico-terapeutici, specificando i tempi attesi per l'accesso agli esami diagnostici ed alle visite specialistiche.
  • L'organizzazione dei percorsi diagnostico-terapeutici a livello distrettuale deve prevedere la raccolta di informazioni che consentano di monitorare la capacità dei servizi di garantire una diagnosi rapida nei pazienti con sospetta patologia oncologica, attraverso la valutazione degli indicatori appropriati in apposite periodiche indagini campionarie.
  • Programmi di screening di popolazione per la diagnosi precoce del carcinoma della mammella e di quello della cervice uterina devono essere realizzati secondo le indicazioni della Commissione Oncologica Nazionale e devono prevedere adeguate modalità di informazione della popolazione bersaglio, relativamente a rischi e benefici dello screening proposto.
  • In generale, l'adozione di programmi di screening deve considerare attentamente la presenza delle condizioni necessarie: documentata capacità di migliorare la prognosi della malattia, disponibilità di un contesto organizzativo adeguato, completezza della informazione fornita alla popolazione bersaglio.