Introduzione
Rapido accesso alla diagnosi per il paziente con sospetta patologia oncologica
Il Piano sanitario nazionale 1998-2000 e il Decreto legislativo 229/99 individuano esplicitamente l'efficacia e l'appropriatezza nella pratica clinica come i principi fondamentali del modo di operare del SSN.
L'identificazione esplicita degli obiettivi prioritari di salute della popolazione operata dal PSN e la individuazione dei livelli essenziali di assistenza posta dal PSN, e normativamente indicata dalla riforma, richiedono la definizione di strumenti e meccanismi per indirizzare i servizi all'erogazione di interventi di efficacia documentata e alla capacità di monitorare e valutare le proprie prestazioni.
In questo contesto, le linee-guida e le procedure di accreditamento sono i due principali strumenti di attuazione delle garanzie offerte dal SSN.
Il problema della diagnosi oncologica rappresenta certamente un settore in cui le parole chiave della riforma – “efficacia e appropriatezza” – possono utilmente cominciare a essere assunte come riferimento per affrontare problematiche assistenziali rilevanti.
Infatti, le patologie oncologiche rappresentano senza dubbio uno dei settori critici per il SSN, per la rilevanza epidemiologica e clinica dei problemi assistenziali e per le implicazioni clinico-organizzative dei bisogni dei pazienti oncologici.
A questo proposito in appendice 1 riportiamo le stime della prevalenza a livello regionale di alcune patologie oncologiche.
Non solo, la diagnosi oncologica rappresenta un aspetto, non secondario, del più problema generale dell'accesso dei cittadini ai servizi diagnostici, dei tempi di attesa, dell'appropriatezza nell'uso dei test diagnostici, della necessità di un adeguato raccordo funzionale tra la diagnosi e gli altri successivi momenti assistenziali.
Si tratta quindi di un ambito in cui ci si confronta contemporaneamente con aspetti che hanno a che vedere con la qualità medico-tecnica dell'assistenza, ma anche con dimensioni come la qualità della relazione tra servizi e operatori e cittadini utenti (l'importanza di una corretta informazione e comunicazione con il paziente è evidentemente fondamentale in ogni momento dell'iter diagnostico, anche prima che una diagnosi definitiva sia raggiunta), oltre che con aspetti di carattere organizzativo e gestionale.
La diagnosi oncologica, se possibile in misura ancora maggiore che in altri ambiti, mette in luce come per una buona assistenza sia importante che i servizi siano in grado non solo di esercitare in modo tecnicamente corretto singole funzioni assistenziali o prestazioni, ma soprattutto di operare tra loro in modo coordinato entro e tra i diversi livelli assistenziali.
Scopo di questo documento è evidenziare alcuni aspetti che dovrebbero caratterizzare la capacità dei servizi di fronteggiare adeguatamente i bisogni assistenziali dei pazienti relativamente alla diagnosi oncologica, fornendo per ciascuno elementi di indirizzo e obiettivi quantificabili e misurabili che possano essere oggetto di valutazione e verifica.
In linea con le indicazioni fornite a questo proposito dal Piano sanitario nazionale, questi aspetti sono in particolare:
- la tempestività della diagnosi, intesa
- come capacità dei servizi di “anticipare” attraverso una diagnosi precoce la comparsa clinica della neoplasia;
- come riduzione dei tempi di accesso alla diagnosi definitiva per i pazienti sintomatici con sospetta patologia neoplastica, avviandoli a un accertamento diagnostico completo in tempi che minimizzino l'ansia individuale e riducano l'intervallo di avvio dell'intervento terapeutico efficace;
- la necessità di garantire la continuità assistenziale, intesa come presenza di un adeguato raccordo funzionale tra servizi operanti nell'ambito di livelli assistenziali diversi, con particolare riferimento ai rapporti tra medicina generale e servizi specialistici. Essa rappresenta infatti la condizione necessaria per una presa in carico del paziente che non presenti né soluzioni di continuità che si configurino come interruzioni dell'iter assistenziale, né dannose sovrapposizioni o interferenze nei ruoli degli operatori coinvolti, in ambito distrettuale e ospedaliero.
Con questo documento pertanto si vogliono portare all'attenzione dei servizi gli aspetti rilevanti principalmente dal punto di vista organizzativo per garantire una assistenza di buona qualità – efficace e appropriata – in fase diagnostica, sottolineando le implicazioni funzionali delle caratteristiche clinico-epidemiologiche di alcune tra le principali patologie neoplastiche.
Evidentemente è lecito pensare che il miglioramento dei tempi e delle modalità di diagnosi per i pazienti oncologici finisca per avere ricadute positive in termini generali anche per l'assistenza a pazienti con altre patologie.
Infatti, il raggiungimento di questo obiettivo implica, come si cercherà di evidenziare, la costruzione di rapporti di organica collaborazione tra medicina generale e servizi ospedalieri che non può non avere effetti positivi generali.
Inoltre, la razionalizzazione dei processi di selezione dei pazienti avviati all'esecuzione di specifici esami diagnostici può contribuire a ridurre i tempi di attesa, con effetti positivi anche per quanto riguarda altre patologie.
