AUS-NZ
Inserito da ceveas il Gio, 29/01/2009 - 13:52
Organismo di produzione
Australian Lung Foundation e Thoracic Society of Australia and New Zealand
Argomento generale
BPCO
Categoria
Diagnosi, prevenzione, gestione e autogestione, terapia non farmacologica, terapia farmacologica, complicanze
Popolazione target
Pazienti con BPCO
Definizione di broncopneumopatia cronico ostruttiva
La BPCO è caratterizzata da una infiammazione delle vie aeree e da una limitazione del flusso respiratorio non completamente reversibile. È una malattia progressiva e disabilitante con gravi complicazioni ed esacerbazioni, che costituiscono un notevole carico assistenziale per i sistemi sanitari
Abbreviazioni
BD= broncodilatatori; BMI=indice di massa corporea; BPCO=broncopneumopatia cronica ostruttiva; CVF=capacità ventilatoria forzata; FEV1 = Forced Expiratory Volume in 1 Second; PaO2=tensione parziale di ossigeno; PaCO2=tensione parziale di anidride carbonica; SaO2=saturazione in ossigeno della emoglobina; TC=tomografia computerizzata; TLCO= carbon monoxide transfer factor; VEMS= Volume Espiratorio Massimo al secondo
Tabella Sinossi metodologica Organismo e anno di produzione:
Australian Lung Foundation e Thoracic Society of Australia and New Zealand (2007)
Temi trattati dalla linea guida:
Diagnosi, prevenzione, gestione e autogestione, terapia non farmacologica, terapia farmacologica, gestione delle complicanze.
Elaborazione da parte di un gruppo multidisciplinare:
SI. Gruppo di redazione composto da varie figure professionali (farmacista, infermiere, medico di medicina generale, pneumologo, metodologo, fisioterapista) e da un rappresentante dei pazienti.
Schema di grading:
LIVELLI DI PROVA
Livello I: prove ottenute da revisioni sistematiche di tutti i trial randomizzati controllati rilevanti
Livello II: prove ottenute da almeno un trial randomizzato controllato adeguatamente disegnato
Livello III-1: prove ottenute da studi controllati pseudorandomizzati adeguatamente disegnati (allocazione alternata o qualche altro metodo di allocazione)
Livello III-2: prove ottenute da studi comparativi (comprese revisioni sistematiche di questo tipo di studi) con controlli concorrenti ed allocazione non randomizzata, studi di coorte, studi caso controllo, o serie temporali interrotte con gruppo di controllo
Livello III-3:prove ottenute da studi comparativi con controlli storici, con due o più bracci di trattamento, o serie temporali interrotte senza gruppo parallelo
Livello IV:prove ottenute da serie di casi, sia con sola valutazione post-test che confronto pre- e post-test.
FORZA DELLE RACCOMANDAZIONI
Le raccomandazioni sono espresse senza grado di forza ma con solo livello di prova.
Presenza di una bibliografia e anno di aggiornamento:
Eventuale revisione:
NO; il testo della linea guida è stato rinnovato tre volte dalla prima uscita del 2003. E’ presente un sito web dedicato regolarmente aggiornato
Dichiarazione di un eventuale conflitto di interessi:
Presenza di un’analisi economica:
NO. E' presente sul
sito web (ultimo accesso 15 ottobre 2008) un documento di stima di costi della broncopneumopatia cronica ostruttiva in Australia
Esplicitazione dei metodi di revisione della letteratura:
Presenza di documenti aggiuntivi:
SI, presente versione per i pazienti ed altro materiale di sintesi sul
sito dedicato (ultimo accesso 15 ottobre 2008)
Disponibilità della versione full-text on line:
Descrizione di indicatori di monitoraggio e valutazione:
Descrizione della strategia di implementazione:
Tabella Sinossi contenuto - principali raccomandazioni Diagnosi:
Il fumo rappresenta il più importante fattore di rischio per la BPCO. (LdP: I)
Considerare la possibile presenza di BPCO nei pazienti con altre patologie correlate al fumo. (LdP: I)
Considerare la possibile presenza di BPCO in tutti i fumatori ed ex fumatori di età >=35 anni. (LdP: II)
La diagnosi di BPCO si basa sulla dimostrazione di un’ostruzione al flusso aereo non completamente reversibile. (LdP: II)
Se l’ostruzione al flusso aereo è completamente o sostanzialmente reversibile, il paziente dovrebbe essere trattato per asma.
Prevenzione primaria:
Smettere di fumare riduce il tasso di declino della funzione polmonare. (LdP: I)
I medici di medicina generale e i farmacisti possono essere di supporto per aiutare i pazienti a smettere di fumare. (LdP: I)
Il trattamento per la dipendenza da nicotina è efficace e dovrebbe essere proposto a tutti i fumatori. (LdP: I)
Le terapie farmacologiche raddoppiano i successi di interruzione del fumo; le terapie comportamentali aumentano il tasso di interruzioni del fumo di un ulteriore 50%. (LdP: I)
La vaccinazione antinfluenzale riduce il rischio di riacutizzazioni, di ospedalizzazione e di morte. (LdP: I)
Terapie non farmacologiche:
La riabilitazione polmonare reduce la dispnea, l’ansia e la depressione, migliora la capacità di esercizio e la qualità di vita e può contribuire alla diminuzione delle ospedalizzazioni. (LdP: I)
In pazienti selezionati può essere considerato l’intervento chirurgico al fine di alleviare i sintomi. (LdP: III-2)
L’ossigenoterapia a lungo termine (>15 ore/die) determina un miglioramento della sopravvivenza in pazienti ipossiemici (PaO2 < 55 mmHg, o 7.3 kPa). (LdP: I)
La riabilitazione polmonare migliora la consapevolezza del paziente e del caregiver, riducendone il carico di lavoro e sviluppandone la propensione all’autogestione ed all’esercizio. (LdP: I)
La ventilazione non invasiva a pressione positiva è efficace per il trattamento dello scompenso ventilatorio ipercapnico acuto. (LdP: I)
Gestione e autogestione:
La riabilitazione polmonare migliora la consapevolezza del paziente e del caregiver, riducendone il carico di lavoro e sviluppandone la propensione all’autogestione ed all’esercizio. (LdP: I)
La BPCO comporta degli handicap che coinvolgono sia i pazienti che i caregiver. (LdP: II)
I piani multidisciplinari di gestione ed autogestione possono determinare un miglioramento nella prevenzione o nella cura delle crisi. (LdP: II)
Il miglioramento della qualità della vita e la riduzione dell’handicap richiedono un team di supporto assistenziale.
I pazienti e i loro familiari/amici dovrebbero essere attivamente coinvolti nella gestione terapeutica nell’ambito del team assistenziale multi professionale.
I pazienti dovrebbe essere responsabilizzati relativamente alla propria autogestione.
Terapia farmacologica:
I broncodilatatori per via inalatoria determinano un miglioramento dei sintomi in pazienti affetti da BPCO e possono incrementare la capacità di esercizio. (LdP: I)
I broncodilatatori a lunga durata d’azione determinano un miglioramento prolungato dei sintomi in pazienti affetti da BPCO di grado da moderato a severo. (LdP: I)
L’uso di glucocorticoidi per via sistemica a lungo termine non è raccomandato. (LdP: I)
L’uso di glucocorticoidi per via inalatoria dovrebbe essere considerato nei pazienti responsivi ovvero in quei pazienti che presentano BPCO di grado severo con frequenti recidive. (LdP: II come trattamento - LdP: I come prevenzione del peggioramento)
I farmaci mucolitici possono determinare la riduzione della frequenza e della durata delle riacutizzazioni. (LdP: II)
Prevenzione e gestione delle complicanze:
Si raccomanda di identificare e trattare l’ipossiemia e l’ipertensione polmonare. (LdP I)
Si raccomanda di prevenire o trattare l’osteoporosi. (LdP I)
Gestione delle riacutizzazioni
I broncodilatatori per via inalatoria sono efficaci per il trattamento delle riacutizzazioni. (LdP I)
I glucocorticoidi per via sistemica determinano una riduzione della gravità delle e una riduzione della durata di recupero dalle riacutizzazione. (LdP I)
La ventilazione non invasiva a pressione positiva è efficace per il trattamento dello scompenso ventilatorio ipercapnico acuto. (LdP I)
Il trattamento antibiotico determina un miglioramento delle riacutizzazioni con segni clinici di infezione (aumento del volume e modifiche del colore dell’espettorato e/o presenza di febbre, leucocitosi). (LdP II)
L’assistenza multidisciplinare può agevolare la gestione domiciliare [delle riacutizzazioni, n.d.t.]. (LdP II)
Una diagnosi precoce e un tempestivo trattamento [delle riacutizzazioni, n.d.t.] può prevenire la necessità di ricovero. (LdP III-2)
Il controllo dei valori di ossigeno nella gestione extra-ospedaliera è raccomandata per i pazienti ipossemici.
Il coinvolgimento del medico di medicina generale nella discussione e sviluppo di un piano gestionale del paziente può abbreviare il ricovero.
Aspetti organizzativi dell'assistenza: