Non vi è indicazione all’esecuzione dello screening di soggetti asintomatici mediante PSA, sia quale provvedimento sanitario di “popolazione” sia come raccomandazione alla popolazione stessa di sottoporsi al dosaggio periodico del PSA. (E)
Il dosaggio del PSA in soggetti asintomatici che richiedano tale intervento dovrà essere condizionato all’informazione sui pro e contro della determinazione del marcatore in assenza di un sospetto diagnostico o di fattori di rischio. (C)
L’esplorazione rettale non va mai impiegata da sola per porre sospetto di cancro alla prostata e dare indicazione alla biopsia prostatica. (E)
L’indicazione all’esecuzione di una biopsia prostatica va attentamente considerata quando la diagnosi porti ad un trattamento che migliori la quantità o qualità di vita. (A)
È sconsigliabile utilizzare un cut-off definito di tPSA o di uno dei suoi derivati come indicazione alla biopsia. (D)
È consigliabile ripetere il dosaggio del PSA prima di porre indicazione alla biopsia. (A)
È opportuno interpretare raddoppiandolo il valore del tPSA nei pazienti che abbiano fatto 6 o più mesi di terapia con 5-alfa reduttasi. (A)
In caso di tPSA >10 ng/ml è consigliabile porre indicazione alla biopsia prostatica. (A)
In caso di TPSA < 10 ng/ml l’applicazione del rapporto PSA libero/totale e degli altri derivati del PSA può essere presa in considerazione per migliorare la selezione dei pazienti candidati a biopsia. (B)
Quando vengano utilizzati i derivati e le forme molecolari del PSA, la PSAv dovrebbe essere presa in considerazione come il parametro più accurato. (B)
Per valori di tPSA < 2 ng/ml il rapporto F/T non dovrebbe essere preso in considerazione. (E)
Per valori di tPSA fra 2 e 10 ng/ml in caso di rapporto F/T <10% è consigliabile eseguire la biopsia. (B)
PSA density e PSA density della zona di transizione non possono essere consigliati per l’uso routinario. (D)